Le differenze che in Italia vengono ignorate.

Il mercato del lavoro nelle società contemporanee si presenta trasformato, in particolare da un processo di flessibilizzazione che fa sì che la prospettiva di un lavoro stabile, garantito e sempre uguale nell’arco di tutta la vita, non sia più l’unico scenario possibile.

Dalla visuale aziendale è parimenti indispensabile saper gestire il capitale costituito dalle risorse umane della struttura.

La globalizzazione e la maggior mobilità dei lavoratori hanno quindi apportato sostanziali modifiche alla figura del lavoratore – entrando nel mercato del lavoro in maniera più evidente donne, minoranze etniche e religiose, omosessuali. Anche l’innalzamento dell’età pensionabile concede la presenza di lavoratori più anziani che in passato.

La cultura della “diversità aziendale” permette di creare un ambiente lavorativo maggiormente produttivo, sia in termine di performance individuali, sia economico finanziari.

Eppure in Italia poco più del 20% delle aziende attua politiche di management in linea con i nuovi protagonisti del mercato lavorativo.

Basterebbe partire da un buon piano di welfare, sostenuto dal comparto statale…

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